Silvia Ziche - Romics d'Oro XVII ed.

 

Comincia a leggere sulle pagine di Topolino. Questo decide la direzione della sua vita. Giovanissima, inizia a collaborare con piccole riviste locali. Il grande salto a vent'anni, sulle pagine diLinus, dove pubblica brevi storie e vignette. Seguono a ruota Cuore e Smemoranda. Pochissimo tempo ancora e approda alla redazione di Topolino. Dopo un periodo di gavetta, fatto tra la scuola Disney di Giovan Battista Carpi e i consigli e l'aiuto preziosissimo del Maestro Giorgio Cavazzano, comincia a disegnare le storie con i personaggi disneyani. Con la Papernovela, storia lunghissima a puntate, passa anche alla scrittura dei testi. Prosegue sempre una sua produzione extra disneyana: sulle pagine di Comix, dove appare il personaggio di Alice a Quel Paese, e su alcuni inserti delCorriere della Sera. Abbastanza regolarmente si affaccia anche in libreria. Il primo volume è del 1993 e si intitola Alice a Quel Paese. Seguiranno Inferno, con i testi di Tito Faraci, i due volumi di Olimpo S.p.A., scritti da Vincenzo Cerami. Poco dopo nasce Lucrezia, il suo personaggio più longevo, che appare sporadicamente in libreria, e regolarmente sulle pagine di Donna Moderna. Dal 2007 ancheTopolino si apre con una sua vignetta. Suoi i disegni della grande saga in cinque episodi Papere al potere, sceneggiatura di Marco Bosco, in uscita su Topolino.

 

Lele Vianello - Romics d'Oro XVI ed.

 

Per lunghi anni collaboratore di Hugo Pratt, tra le storie di Corto Maltese a cui Vianello ha lavorato: La Casa Dorata di Samarcanda, Tango, Le Elvetiche e Mu – La città perduta. Ha collaborato con le riviste Venezia 7,Sinbad e Il Mago realizzando storie di fantascienza e con le riviste Corto Maltese e Il Grifo. Tra le sue numerosissime esperienze artistiche, è stato anche direttore artistico e autore dello story-board del film franco-brasiliano “La farfalla e il cangaçeiro”, autore di storie brevi e pubblicazioni speciali. Ha curato assieme a Guido Fuga i libri Corto Sconto. Itinerari fantastici e nascosti di Corto Maltese a Venezia, una guida originale di Venezia sulle tracce di Corto Maltese. A Romics anche con una imperdibile mostra di opere originali di Vianello.

Robert Rodriguez e Frank Miller - Romics d'Oro XVI ed.

 

In contemporanea con la presentazione internazionale di Sin City 3D: Una Donna Per Cui Uccidere, seconda attesissima trasposizione della graphic novel, Romics ha assegnato il Romics d’Oro a Frank Miller e Robert Rodriguez, durante la conferenza stampa di presentazione del film in Italia. “In tempi in cui fumetto e cinema hanno stabilito ormai un sodalizio straordinariamente prolifico, Miller e Rodriguez hanno fatto convergere le rispettive doti di alchimisti dell’immaginario, creando un’originale e suggestiva formula. Due grandi Maestri nei rispettivi campi, rivoluzionari e assolutamente audaci” dichiara Sabrina Perucca, Direttore Artistico di Romics.

Durante lo Special Day - aspettando Romics realizzato in collaborazione con Lucky Red e l’Area Cinema e New Media dell’Istituto Europeo di Design di Roma, presso il Cinema The Space Moderno, 100 fan di Romics hanno assitito alla proiezione riservata del film Sin City 3D: Una donna per cui uccidere e incontrare Miller e Rodriguez.

Luca Enoch - Romics d'Oro XVI ed.

 

Creatore di agguerritissime e decise eroine femminili e non solo… Autore a tutto tondo, molto spesso infatti sceneggia e disegna le sue opere. Nel 1992 crea la teenagerSprayliz; dal  1995 comincia una prolifica collaborazione con la Sergio Bonelli Editore, per cui crea nel 1999 Gea e nel 2008 Lilith  e nel 2007 pubblica Dragonero, primo albo dei Romanzi a fumetti Bonelli, scritto con Stefano Vietti e disegnato da Giuseppe Matteoni. La storia conquista una serie tutta sua e nel giugno 2013 fa il suo esordio il mensile fantasy Dragonero. Per il mercato francese (Les Humanoïdes Associés) scrive Morgana, illustrato da Mario Alberti, e Rangaku, con i disegni di Maurizio Di Vincenzo. Più recentemente, nel 2011 Luca Enoch ha pubblicato Hit Moll prodotto dalla Bonelli ed edito da BD, con i disegni di Andrea Accardi e nel 2013 La banda Stern edito da Rizzoli Lizard, disegnato da Claudio Stassi. A Romics in mostra i suoi migliori lavori.

Enrique Fernández - Romics d'Oro XVI

 

Particolarissima matita spagnola, inizia la sua carriera firmando gli storyboard dei lungometraggi animati di El Cid, la leyenda (2003) e Nocturna (2007). Nel 2004 debutta nel mondo del fumetto, in Francia. Lavora con lo scrittore David Chauvel per l’adattamento de Il Mago di Oz (Tunué, 2012) e realizza Les Libérateurs, pubblicato dalla casa editrice svizzera Paquet e da Glénat in Spagna. Nel 2009 scrive e disegna L`île sans sourire pubblicata da Drugstore e da Tunué nel 2014 con il titolo L'isola del sorriso. Nel 2012 inizia la campagna di crowfunding per realizzare il graphic novel Brigada #1 e a seguito dello straordinario successo (raccoglie ben 50.000 euro), l'anno successivo, parte la campagna volta alla realizzazione dell'attesissimo Brigada #2. Nello stesso anno esce, sempre per la collana Tipitondi il graphic novel Aurore.  A Romics dal 2 al 5 ottobre in mostra le tavole dei fumetti e gli schizzi dei character creati dal Romics D’Oro Enrique Fernandez per ripercorrere attraverso immagini scelte dall’autore la sua straordinaria carriera artistica. 

Paolo Barbieri - Romics d'Oro XV ed.

 

Paolo Barbieri lavora da più di quindici anni per il mercato editoriale italiano ed estero. Ha collaborato con le più importanti case editrici internazionali, realizzando copertine per centinaia di scrittori del calibro di Michael Crichton, Clive Clusser, Desmond Bagley, Ursula L. Guin, George R. R. Martin, Cornelia Funke, Umberto Eco, Sergej Luk’Janenko,Lian Hearn, Bernard Cornwell, Wilbur Smith, Marion Zimmer Bradley, Herbie Brennan, Francesco Dimitri, Cassandra Clare, Giovanni Del Ponte, e tanti altri. Ha al suo attivo tutte le copertine di Licia Troisi, la scrittrice fantasy italiana più conosciuta, le copertine delle due serie del fumetto del Mondo Emerso edito da Panini Comics, e i manifesti per le convention del fumetto di Mantova Comics 2009 e Cavacon 2013. Suoi sono i due libri illustrati sul “Mondo Emerso” (Creature del mondo Emerso -2008, e Guerre del Mondo Emerso - Guerrieri e Creature -2010). Nel 2001 ha lavorato nel mondo dell’animazione, partecipando alla realizzazione di “Aida degli alberi” (2001 - Medusa film/Lanterna Magica), nelle vesti di direttore del reparto colori alle scenografie (key-backgrounds). Per questa esperienza ha approfondito la conoscenza e la tecnica della stesura del colore per le scenografie, tipica dei maestri americani (Disney) e giapponesi, rimanendo tre mesi a Seul a dirigere il reparto colori dello studio coreano incaricato di realizzare i fondali del lungometraggio animato. Barbieri è uno dei pochissimi italiani a riuscire a padroneggiare questa tecnica molto particolare, in cui si possono ottenere gli effetti della pittura ad olio con l'utilizzo degli acrilici.“Aida degli Alberi” è stata una delle coproduzioni animate più costose mai realizzate in Europa, salita nuovamente alla ribalta negli ultimi anni per sospetti riferimenti da parte del film “Avatar”, di James Cameron (2009). Nel 2011 è stato il primo italiano ad essere Artist Guest of Honor di Lucca Comics & Games, con una mostra antologica che l'ha visto protagonista nelle sale del Palazzo Ducale della città. Sempre nel 2011 vede la luce “Favole degli Dei” (Mondadori), il primo libro illustrato in cui Barbieri diventa autore completo, realizzando sia dei testi che delle illustrazioni, e reinterpretando secondo uno stile onirico, sensuale e moderno gli affascinanti personaggi della mitologia greca. Il 2012 è l’anno di un'altra importantissima opera, “L’Inferno di Dante illustrato da Paolo Barbieri” (Mondadori), una sfida in cui l’autore-illustratore si è confrontato con il sommo poeta e con la sua opera per eccellenza, una delle icone letterarie più conosciute di tutti i tempi. Oltre 60 illustrazioni che svelano attraverso visioni poeticamente fantasy, il viaggio di Virgilio e Dante attraverso i gironi infernali popolati da personaggi oramai entrati nella leggenda. Nel 2013 è uscito un nuovo libro illustrato di Barbieri, ovvero “L’Apocalisse illustrata da Paolo Barbieri” (Mondadori), il libro più immaginifico della Bibbia, l'ultimo delle Sacre Scritture, celebre per i suoi simboli inquietanti, le sue profezie sulla fine dei tempi e i suoi potenti personaggi. In questo volume spicca un'ulteriore evoluzione dello stile di Barbieri, spingendo il fantasy classico a vera e propria simbiosi con l'arte simbolica e metafisica. Barbieri è il primo artista-illustratore che ha realizzato con Mondadori, una delle casa editrice italiana più importanti, dei libri illustrati a tema, portando finalmente anche in Italia quella che nel resto del mondo è una tradizione consolidata, in cui grandi artisti realizzano libri di grande formato per poter meglio ammirare particolari e colori delle opere. Nel 2014 gli viene conferito il premio Romics d'Oro, il prestigioso riconoscimento di Romics, Festival Internazionale del Fumetto, Animazione Cinema e Games, dedicato ai grandi artisti internazionali del fumetto, dell'illustrazione e del cinema che hanno segnato l'immaginario collettivo. A Paolo Barbieri Special Guest della XVII edizione, Romics ha dedicato una mostra "La forza e la voluttà: attraverso i Mondi immaginifici di Paolo Barbieri", percorso che attraversa tutta la carriera dello staordinario illustratore. Negli ultimi anni, le opere di Barbieri sono state selezionate dalla prestigiosa rivista internazionale Spectrum, il più importante annuale al mondo che raccoglie il meglio dell'arte fantasy. Paolo Barbieri ha realizzato disegni con le più importanti tecniche pittoriche (colori ad olio, aerografo, acrilici, acquerelli, matite, gessetti), ed è anche maestro madonnaro. Nel 2003 ha vinto come maestro madonnaro il concorso di Grazie di Curtatone (MN), uno degli eventi a tema più importanti in Italia e nel mondo.

 

Jae Lee - Romics d'Oro XV ed.

 

Star del fumetto americano, disegnatore di Batman e Superman, a Romics per festeggiare i 75 ANNI DI BATMAN!. Jae Lee, con il suo stile oscuro ed elegante è presto diventato uno dei più giovani artisti a lavorare con una major. Ha vinto un Eisner per The Inhumans della Marvel. Le sue tavole di Fantastic Four: 1234, un’opera scritta da Grant Morrison, sono state esposte presso la Society of illustrators di New York. Nel 2007 fu scelto da Stephen King per un viaggio lungo sei anni iniziato con Gunslinger Born della Marvel e culminato illustrando il romanzo La leggenda del vento. Lee si è dedicato poi a Before Watchmen: Ozymandias, prequel del romanzo grafico più venduto di ogni tempo. Ha disegnato Batman nella pluripremiata Batman Jekyll & Hyde. È il disegnatore della serie Batman Superman, uno dei titoli più venduti della DC Comics, proposto al pubblico italiano nel mensile Superman: L’uomo d’acciaio.

Francesca Ghermandi - Romics d'Oro XIV ed.

 

Nasce nel 1964 a Bologna. Dalla metà degli anni Ottanta collabora con fumetti e illustrazioni per diverse testate e case editrici in Italia e all’estero tra cui “Frigidaire”, “Echo des Savanes”, “il manifesto”, “Comic art”, “L’unità”, “Linus”, “Internazionale”, Fantagraphics Books, Garzanti, Sinsentido, Topi Pittori, Mondadori. Ha pubblicato diversi libri tra cui:Hiawata Pete (Granata Press, 1993; Coconino press, 2008), Helter skelter (Phoenix, 1997), Pastil vol.1, vol2 (Phoenix, 1998/2000), Bang! Sei Morto (Seuil, 2003), Pasticca (Einaudi, 2003), Grenuord, (Coconino Press, 2008), Cronache dalla palude(Coconino press, 2010); i volumi per bambini  Le avventure di Cipollino, su testo di G. Rodari, Editori Riuniti, 2001, Le avventure di Ulisse, su testo di R. Piumini (Editori Riuniti, 2003), Il Racconto del lombrico, su testo di N. De Vita, (Orecchio Acerbo, 2008),Pronto soccorso & beauty case, su testo di S. Benni (Orecchio acerbo, 2010 ); la raccolta di disegni Un'estate a Tombstone(Comix/D406, 2006). Tra le mostre personali: Quella teppa dei miei amichetti (2004) al Museo dell'illustrazione di Ferrara,Un'estate a Tombstone (2006) alla d406 di Modena, Cronache dalla Palude (2011) alla galleria Squadro di Bologna, Officina Ghermandi (2012) al Museo Civico Archeologico di Bologna. Nel 2005 ha realizzato la sigla animata per la 62° Biennale del Cinema di Venezia. Francesca è stata insignita del Romics d'Oro nel 2013.

Gallieno Ferri - Romics d'Oro IX ed.

 

Gallieno Ferri, ALIAS FERGAL, DA MASKAR A ZAGOR. Nascere a Genova nel tramonto degli anni ’20 comportava probabilmente un destino avventuroso. Così, comunque, è stato per Gallieno Ferri, genovese con una spiccata vocazione alla visionarietà, diplomato geometra e poi diventato un maestro del fumetto, che nel 2001 confessava in un’intervista (citata nel prezioso volume di Graziano Freudiani, i mille mondi di Zagor, pubblicato da Sergio Bonelli): “Ho sempre avuto uno spirito avventuroso e l’ho dato a Zagor”. Già, siamo abituati a collegare Ferri a Zagor, o meglio Za-gor-te-nay, lo “spirito con la scure” della foresta di Darkwood, luogo immaginario inventato da Guido Nolitta, che ormai tutti sanno essere lo pseudonimo del Sergio Bonelli creativo. Più che una delle tante “terre di mezzo”, tuttavia, Darkwood – intuizione geniale sin dal nome, che sintetizza l’originaria produttività mitica della foresta e l’oscurità dell’inconscio – deve essere considerata come una vera e propria enciclopedia dell’immaginazione collettiva, uno spazio in cui si concentrano in ardite architetture visive le più eterogenee sostanze della fantasia. Ed è vero che Gallieno Ferri è stato il grande inventore del canone figurativo di Zagor, di questo esploratore delle frontiere tra un genere e l’altro, rendendolo uno dei personaggi che racchiudono in sé la memoria storica e la stessa identità italiana. Ma è anche vero che il maestro genovese ha fatto altro, fin da giovanissimo, quando vinse una selezione dell’editore Giovanni De Leo per disegnatori di fumetto. A nemmeno vent’anni, Ferri si firma Fergal e illustra le prime serie (Il Fantasma Verde e Piuma Rossa), prima di passare ad un fumetto forse poco ricordato ma molto amato da chi ebbe la fortuna di goderne, quel Maskar fosco e brutale, dall’animo modernamente noir sebbene scaturito dalla stessa pletora dei vendicatori da feuilleton che aveva ispirato personaggi come l’Uomo Mascherato (The Phantom) o il franceseFantax (che lo stesso Ferri ebbe per un po’ a realizzare), spettrali concrezioni di un conflitto sociale che si rendeva visibile soprattutto attraverso le figurazioni simboliche dell’immaginario popolare. Nel passaggio tra gli anni del dopoguerra e i ’50, Ferri lavora per il mercato francese con le serie western Tom Tom e Thunder Jack. Sono tempi eroici e disordinati per il fumetto italiano, una vera età espansiva fatta di molta energia creativa, del bisogno di individuare un pubblico nuovo attraverso l’adesione all’immaginario internazionale che impattava sulla società italiana emersa dalla guerra, dal ventennio fascista e dai suoi miti autarchici. Sono gli anni di Tex, dei Disney italiani, in breve dell’età d’oro del nostro fumetto, che ha scandito l’esperienza del tardo novecento e la quotidianità delle nostre esistenze. Di quell’età e di quella storia, Gallieno Ferri è sicuramente stato uno dei protagonisti più grandi.

Romics d'Oro VIII ed. - agli autori di Tex

 

TEX OVVERO NELL’IMMAGINARIO I BUCHI NERI FUNZIONANO ANCHE ALLA ROVESCIA. Grato e felice di potere scrivere su Tex – e dunque in onore della carriera dei Bonelli padre e figlio. Mi è accaduto spesso di farlo in questi miei quaranta anni di attività sociologica, ben pochi rispetto a quelli vissuti da Tex. Ma qualcosa sono (e, non per narcisismo ma per informazione, ricordo che a Paolo Fabbri venne in mente di dedicarmi un saggio proprio su Tex in occasione di un volume a me offerto dall’editore Sossella in occasione dei miei sessanta anni di vita). In questi casi c’è sempre il problema di trovare l’ispirazione per non dire troppe banalità, per non ripetersi, per non fare pesare troppo le proprie ossessioni e non dare troppo spazio alle ossessioni altrui, in particolare a quello spirito celebrativo che è il rischio in cui si incorre anche quando, a essere celebrato, è un mito tra i più accreditati della cultura di massa. E in particolare di un mito come questo che stiamo celebrando, non solo accreditato da decenni di culto ma da una bottega editoriale tra le poche ad avere avuto le capacità e il prestigio di una grande industria internazionale, e di un tipo di organizzazione del lavoro e dei contenuti autoriale e insieme seriale (cosa assai rara nel nostro cinema e abbastanza rara, almeno sino a pochi anni fa, nella nostra televisione). L’ispirazione per stendere un saggio su Tex come  mio contributo a un vecchio libro miscellaneo, dedicato agli eroi del fumetto e curato da Adornato,  mi venne dalle inquietudini del terrorismo, che mi spingevano a individuare nell’etica “texiana” un punto di equilibrio tra logiche dello stato e logiche dell’anti-stato ovvero di quella turbolenza trasgressiva, capacità di iniziativa, istinto per la giustizia e l’uguaglianza, che rende spesso la vita quotidiana delle persone alternativa e critica rispetto alla vita sociale della collettività e soprattutto di una collettività imbrigliata nelle istituzioni, nei suoi saperi e soprattutto nelle sue norme, spesso troppo rigide e unilaterali rispetto alle sfumature di cui si nutrono i sensi e desideri delle persone. Il discorso funzionava, anche se di fatto risentiva di un clima in cui delle cose dell’immaginario si ragionava ancora imprigionati nelle “corazze” dell’ideologia. Ora l’ispirazione per questa nota mi viene dal fatto di scriverla, qui e ora, in prossimità della tanto attesa e discussa ora zero dell’esperimento ultramiliardario di Ginevra: l’accensione dell’acceleratore di particelle che ci dovrebbe far trovare la “particella di Dio”, il segreto dell’esistenza, ma che a detta di molti potrebbe invece creare un “buco nero” e dunque un immane vortice in cui precipiterebbe l’intero nostro mondo, la nostra esistenza, le nostre società civili e incivili, la nostra carne ed ogni cosa della nostra esperienza. Forse avete già intuito dove voglio arrivare, ma cerco di  spiegarmi, pur sapendo bene che le intuizioni – là dove a scattare è il medesimo istinto che ci guida nella lettura di un fumetto – sono spesso assai più chiare delle parole e dei discorsi. E allora, ecco i passaggi logici del ragionamento che vi propongo di fare salutando i sessanta anni di vita gloriosa di Tex: la scienza offre sempre grandi metafore da usare in forme di pensiero meno dure e in culture meno esatte (così è stato per “punto di catastrofe”, “frattali” e via dicendo); l’espressione “buco nero” la si usa nel linguaggio comune – quello stesso linguaggio con cui ordiniamo bistecche e birra – per dire in modo assai più universale, cosmico, difficilmente reversibile, quello che nella letteratura e nella filosofia si è detto e si dice “naufragio”, “gorgo” (qualcosa di tragico, inconciliabile, che del resto sempre si frappone a qualsiasi avventura, scopo e riuscita umana, nella realtà e nella fiction: Tex lo sa bene); ma un “buco nero” assorbe in sé ogni materia organica e inorganica che sia; dunque anche le immagini e i sogni, i corpi e le menti, gli affetti e l’immaginazione; il “buco nero” è la metafora di un processo di annullamento, ma per l’intensità e la portata del fenomeno che descrive è il solo a poterci spiegare come funziona l’immaginario; l’immaginario è un “buco nero” rovesciato. Dunque è una forza della natura che si rigenera e ci rigenera continuamente ricorrendo a qualsiasi materiale umano e disumano, passato, presente e futuro. Conclusione: il mito di Tex è cresciuto con la forza di un “buco nero” e con la capacità di reazione nucleare dell’immaginario. Nei suoi decenni di vita ha saputo accrescere la propria forza traducendo nella sua vorticosa esperienza vissuta tutti gli eventi piccoli e grandi, locali e mondiali, che più hanno pesato sull’essere umano  della seconda metà del Novecento e dei primi anni del Terzo Millennio. Che il suo pubblico, per quanto vastissimo, sia limitato rispetto all’essere umano, non toglie che il  “romanzo” di Tex, dei suoi lettori e dei suoi autori, riguardi l’intero nostro abitare. Da quando nel ’48 uscì come striscia a oggi che si è proposto come biblioteca universale in edicola, Tex non è soltanto un collettore della vita nazionale italiana, ma, attraverso il lavoro di ibridazione dell’immaginazione dei Bonelli & Co., ha rielaborato mille e mille storie di ogni tempo e luogo. E, come ben sappiamo, le storie si incontrano, amano, respingono e vivono per conto loro.

 

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