Intervista a Francesco Cattani, vincitore del Gran Premio del Concorso Romics dei Libri a Fumetti 2018

Intervista a Francesco Cattani, vincitore del Gran Premio del Concorso Romics dei Libri a Fumetti 2018 con “Luna del mattino”(Coconino Press – Fandango). Fumettista, storyboardista e illustratore ha esordito nel 2010 con Barcazza (Canicola Edizioni) ed è stato definito uno dei più promettenti fumettisti degli anni ‘10.

 

In “Luna del mattino” spicca l’uso del bianco, delle ellissi, di passaggi onirici come se sotto la narrazione ci fosse un messaggio nascosto. Preferisci raccontare per sottrazione?

Mi interessa colpire il lettore senza spiegare troppo esplicitamente il mio punto di vista. Il fumetto è un linguaggio molto efficace, ma è anche molto meno istintivo di altri linguaggi, come il cinema e la musica per esempio. Leggendo un fumetto siamo obbligati a mettere insieme molte informazioni diverse, come disegno scrittura e regia, contemporaneamente. Ridurre i dettagli è uno dei modi migliori per arrivare al cuore delle cose, mostrare dinamiche potenti senza inciampare nella poca chiarezza o in testi troppo lunghi e noiosi.

 

Dopo il tuo esordio, otto anni fa, con Barcazza che aveva echi di Anders Nilsen e Sammy Harkham, come si è evoluto il tuo stile in “Luna del mattino”?

Il mio stile di disegno non è frutto di ricerca razionale, è molto legato al tipo di storia che sto raccontando, prende forma quando mi addentro nella storia. Sono sempre alla ricerca di tecniche e stimoli nuovi, ma nel momento in cui mi metto a disegnare trovo la via più semplice per raccontare quel fumetto. Il disegno è importantissimo, ma non deve prevaricare il racconto.

 

Questo libro racconta il ruolo centrale della famiglia nelle nostra società: perché hai sentito l’esigenza di metterla al centro di una storia?

Sul piano personale, c'erano esperienze della mia vita che non riuscivo a tenere dentro. Raccontare questa storia mi ha aiutato a mettere chiarezza nel caos, ho dato un senso agli eventi,  e ora spero possa essere uno stimolo anche per chi legge il libro.

 

Pasolini, Magnolia di Paul Thomas Anderson e Non essere cattivo di Caligari sono tra le influenze di questo libro. Quali altre suggestioni sono “ nascoste” nella trama?

Difficile dirlo, gli stimoli sono davvero infiniti. Da bambino guardavo a ripetizione film come Shining o Qualcuno volò sul nido del cuculo, ma anche Kramer contro Kramer... Anche gli affreschi rinascimentali raccontano rapporti di famiglia e amicizia, Caino e Abele, il sacrificio di Isacco, il bacio di Giuda, il viaggio in Egitto, episodi biblici che rappresentano dinamiche comuni. Probabilmente raccontare rapporti tra personaggi è nelle mie corde, credo però di raccontare le mie storie per necessità, e non per gusto estetico o desiderio di emulazione. Il prossimo libro sarà una grande avventura, ma non mancherà la storia di un piccolo nucleo familiare travolto dagli eventi.