Mao Dante

 

< … Ciò che mi ha portato, da giapponese, a trasporre in manga la Divina Commedia di Dante è stato l’incontro stesso con la Divina Commedia di Dante. Quando ero bambino a casa mia c’era una versione della Divina Commedia per bambini. La lettura di quel libro mi ha portato a disegnare “Mao Dante” … > (Nagai Gou)

 

Mao Dante”, introduce e avvicina al viaggio che Go Nagai stesso compie attraverso l’immaginario di Dante Alighieri. “La Divina Commedia” illustrata da Doré, sfogliata durante l’infanzia, colpisce vivacemente l’immaginazione di Nagai;

 

Tutta la sua opera è Percorsa da una riflessione profonda sul rapporto e i confini tra bene e male; ed in “Mao Dante” e “Devilman” si ritrova con grande forza, portata fino ai punti più estremi, in un rovesciamento provocatorio di tutti i canoni preposti all’interpretazione di cosa sia giusto o sbagliato e dell’idea di salvezza per l’umanità.

 

Go Nagai crea “Mao Dante” nel 1971: comincia a proporre una riflessione sui limiti imposti da alcuni aspetti della società, sulla morale, sulla creatività, sui rapporti tra individui e il rapporto con l’ambiente. Il manga inizia proprio narrando del demone, Mao Dante che si risveglia e riprende le sue fattezze, unendo la sua mente a quella di un essere umano. Medusa, sua antica compagna, lo aiuta a ricordare il suo millenario passato, la vediamo in una suggestiva tavola del manga, quasi rappresentasse la sua Beatrice, proporgli di condurlo nel viaggio alla riscoperta delle sue origini. Qui arriveranno delle sorprese e il rovesciamento dei ruoli e delle certezze. Tra le tavole conclusive troviamo il fluttuare dei demoni attorno alla montagna, un rimando palese alla Commedia. Non manca un’autocitazione, in cui Nagai fa dire ad uno dei personaggi, un componente dell’esercito, che in un libro dell’infanzia, dove c’erano delle illustrazioni del poema dantesco aveva visto l’immagine di un demone simile a quello che gli appare oggi davanti.

 

Con il bagaglio visivo che porta dentro di sé attraverso l’immaginario di Dante Alighieri, Go Nagai propone una sorta di discesa agli inferi qui sulla terra, dove i rapporti sono rovesciati, dove nulla è davvero come appare.

 

Mao Dante” offre un percorso complesso, a tratti anche sconcertante per il lettore, un viaggio che parte idealmente proprio dall’immagine di Lucifero intrappolato tra i ghiacci, una delle immagini narrate da Dante Alighieri che più profondamente si è stagliata nella mente di Nagai, che tornerà sotto diverse forme nei suoi manga.