Devilman

 

<… (Mao Dante) mi ha portato a creare “Devilman” che può considerarsi il mio lavoro più rappresentativo. È quindi stato un processo in cui tutti i passaggi sono collegati fra loro e credo che la trasposizione in manga fosse scritta nel mio destino … > (Nagai Gou)

 

Con “Devilman”, manga creato nel 1972, continua la riflessione sul rapporto tra l’uomo e la sua ambivalenza, le sue paure, le sue debolezze e la sua possibile o impossibile redenzione. Il tutto all’interno di una apocalittica metafora di una guerra tra bene e male, sorprendentemente rovesciata.

 

In “Devilman”, il protagonista Akira Fudo prende le fattezze del demone Amon, riuscendo però a dominarne la mente, divenendo così un umano con poteri demoniaci, paladino in difesa della specie umana. Prendendo spunto dalle suggestioni e dell’idea di base di “Mao Dante”, vediamo il protagonista approdare sempre più in un percorso che lo porta a mettere in dubbio il suo concetto di bene e male, ad affrontare da uomo e demone la sfida che gli è stata posta, e a scoprire infine che gli esseri umani non sono la specie originaria del pianeta

 

In “Devilman”, Nagai fa citare espressamente “La Divina Commedia” a Ryo Asuka, coprotagonista e amico di Akira, che ricorda come Dante Alighieri avesse descritto nel suo poema il diavolo incastrato tra i ghiacci sul fondo dell’inferno. Akira Fudo/Devilman e Ryo Asuka compiono anch’essi un viaggio verso la scoperta, di una verità però assolutamente sconvolgente, un tragitto in cui sono testimoni del declino dell’umanità, vittima della sua stessa violenza ed egoismo.