Brindille: dalla matita al digitale. L'arte di Federico Bertolucci

 

Sei leggera come la brina su un ramoscello e brilli grazie alle tue scintille. Ti chiamerò... Brindille!

 

“ Il primo capolavoro della premiata ditta Brrémaud/Bertolucci è stato Love, una serie di racconti dedicati agli animali. Storie poetiche, ma anche furiose e violente. Un mix perfetto che ha decretato il successo in ogni continente di questa originalissima opera muta.

 

In Love, Federico e Frédéric si sono calati nei panni dei documentaristi e, soprattutto Federico, ha dato dimostrazione di una capacità incredibile di disegnare gli animali ma anche di cambiare registro in poche vignette. I racconti di quella serie sono dinamici e rilassati, violenti e poetici, rissosi e concilianti in un continuo alternarsi di emozioni in cui la capacità del disegnatore era magnificata dall’assenza completa di dialoghi. Probabilmente, il talento puro di Bertolucci, uno dei più fulgidi mai apparsi in Italia, ha beneficiato dei tanti anni di lavoro in Disney, dove umorismo e tensione devono essere sempre presenti in ogni pagina per tenere alta l’attenzione dei lettori grandi e piccoli.

 

Sospesa per un po’ l’esperienza di Love (che comunque tornerà presto negli scaffali delle librerie con un nuovo capitolo), era tempo di realizzare qualcosa di diverso: un personaggio che potesse finalmente parlare, nel verso senso della parola, al proprio pubblico. Era arrivato il momento di Brindille, l’epopea fantasy di una ragazzina perduta che doveva capire chi fosse per salvare dall’annientamento un mondo misterioso e sconosciuto. Una storia di crescita nella quale i testi di Brrémaud e i disegni di Bertolucci si sono fusi in un solido crescendo di emotività e di colpi di scena, ribaltamenti di prospettiva e tanti, tanti mostri, mostrini e mostriciattoli capaci.

 

Un racconto, all’apparenza semplice e diretto, in cui i due collaudati autori riescono, in maniera apparentemente naturale, a fare una cosa che pochi fumettisti si possono permettere oggi: non allontanano mai il lettore. Se lo tengono stretto alla tavola, alle espressioni corrucciate di Brindille, alle preoccupazioni del Lupo, alla minaccia incombente delle Regine della notte e dell’esercito dell’avversario... leggendo questa pregevole serie in due volumi pubblicata in Italia da saldaPress, non ci si distrae mai e questo nonostante il disegno sontuoso e pieno di dettagli di Bertolucci.

 

Le tavole di Brindille hanno quella caratteristica che ha fatto innamorare tanti lettori di comics: la lampante abilità di far capire che non si tratta di un film, non è un progetto per un lungometraggio d’animazione, è una storia a fumetti di fumettisti, realizzata secondo le regole di questo straordinario mestiere. Regole fissate tanto tempo fa dai più grandi autori di fumetti di sempre. Nelle tavole di Brindille, un occhio attento potrà ritrovare la composizione di Sergio Toppi, il senso dell’avventura di Floyd Gottfredson e la capacità di Carl Barks di far interagire i personaggi. Puro fumetto 100%, insomma.

 

Alessio Danesi

 

 

 

Brindille: dalla matita al digitale. L'arte di Federico Bertolucci