Le scienze inesatte e gli insetti nichilisti di Stefano Bessoni a Romics

Scienze inesatte e insetti nichilisti. Incontro con Stefano Bessoni che racconta i suoi ultimi progetti, a cavallo tra illustrazione e animazione stop-motion.

 

Il mondo dell’horror, del macabro e dell’occulto trasla a Romics con Stefano Bessoni, regista, illustratore e animatore stop-motion che presenta a Romics l’ultimo volume della serie Le scienze inesatte intitolato Theo (Logos Edizioni) e Spoon - 27 giorni da bombo (Bakemono Lab) il primo libro illustrato di una serie dedicata agli insetti ai tempi delle avanguardie storiche del novecento, illustrato da Bessoni e scritto da Varla Del Rio.

 

Grande attesa per il quarto volume de Le scienze inesatte, che permette di scoprire con Bessoni i puppets dei personaggi della serie da lui stesso realizzati.

 

Il perno centrale di Theo, quarto e ultimo volume della serie Le Scienze Inesatte, è la creazione dell’omuncolo, un tema particolarmente caro all’autore che si imbatté per la prima volta in questo strambo essere generato artificialmente più o meno nello stesso periodo in cui scoprì le Wunderkammer, piccole meraviglie, che suscitano stupore e qualche volta anche orrore. L’homunculus protagonista di questo libro è per così dire “figlio” di Giona e Rebecca, i due ragazzi che vivono nella casa un tempo appartenuta all’anatomista Balthazar Zendak. Ed è proprio seguendo la ricetta riportata nel diario di Zendak che la coppia, con l’aiuto dell’amico Lazzaro, riuscirà a generare un sostituto artificiale del bambino che non potrà mai avere.

 

Spoon - 27 giorni da bombo è la storia di Spoon, un bombo nichilista ai tempi della Belle Epoquè.

Quando Spoon apprende per caso che la sua vita sarà di poche settimane, fugge a Parigi, scoprendo nuovi amici e tanti insetti bohemiene. Ma soprattutto conoscerà l'amore per Celine, una bomba che si esibisce in un circo facendosi sparare con un cannone. Il tutto sullo sfondo della Parigi d'inizio novecento, tra assenzio, pittori impressionisti e i film di George Melies.