La Divina Commedia - Purgatorio

 

Nagai, nella narrazione del Purgatorio e del Paradiso, porta il lettore ad un ritmo narrativo e visivo diverso, traducendo in immagini l’importanza e l’impatto delle storie vissute da Dante nella seconda e terza parte del suo viaggio. Sono maggiormente la parola e la contemplazione a dover condurre il lettore ad una riflessione diversa, ma altrettanto potente. Nagai trova nelle sue tavole il giusto equilibrio, tra raccoglimento e azione. Linee più regolari, chiaroscuri meno intensi, fino alle percezioni luminose della cantica conclusiva, il Paradiso.

 

Beatrice sin dal Purgatorio diviene presenza sempre più assidua anche nelle tavole di Nagai, dove percepiamo tutta l’impazienza di Dante per il loro imminente incontro. Non prima però di aver attraversato tutte le prove del Purgatorio. Nel viaggio Dante affronta le proprie incertezze e medita sui peccati, viaggia con le anime in ascesa verso il Paradiso, si confronta con i dubbi scatenati dall’ira, raffigurati, in una incisiva tavola, nel volto di una delle anime degli iracondi che rimanda, ancora una volta, a una maschera teatrale mostruosa. Dante infine riesce a superare le prove.