




Con l’introduzione di Gerardo di Cola, studioso ed esperto di Storia del Cinema, autore dell'esauriente Le Voci del Tempo Perduto, il pubblico della Fiera del Fumetto, dell’Animazione e del Multimediale ha avuto l’occasione di incontrare Michele Kalamera, il grande attore e doppiatore, che ha legato la sua voce al volto affascinante di Clint Eastwood.
L’occasione è stata una lezione di Storia del Doppiaggio, in particolare il processo di identificazione che spesso accompagna un attore americano al suo doppiatore italiano.
Kalamera ha raccontato con garbo e ironia la sua esperienza, ricordando di quando ha iniziato a doppiare Eastwood e non sospettava che quell’attore un po’ legnoso, che centellinava le sue battute, sarebbe diventato un apprezzato interpretate ed uno dei registi più raffinati e apprezzati della sua generazione.
Molto interessante è stata la scelta di far evolvere la sua interpretazione della voce di Eastwood, che con il tempo è diventata sempre più roca ed afona, dandogli un timbro più caldo e vissuto, scelta particolarmente evidente nell’ultimo capolavoro del regista ed attore americano Gran Torino, in cui Kalamera ha fornito una performance magistrale.
Grande è stata la commozione, poi, per l’omaggio ad uno degli autori più amati dal pubblico italiano, al grande Oreste Lionelo, indimenticabile attore comico e voce “ufficiale” di Woody Allen.
A presenziare l’omaggio la figlia di Oreste, Cristiana, che ha seguito le orme del padre e ha raccontato al pubblico i lati più belli, comici e commoventi del rapporto, non solo di vita familiare ma anche professionale, con un personaggio così grande e complesso.
Particolarmente toccante il ricordo portato da Mino Caprio, da molti considerato l'erede di Lionello, voce italiana di Martin Short e William H. Macy, e che ha anche condiviso con Lionello il doppiaggio di Gene Wilder: Oreste Lionello lo doppiò in Frankenstein Jr., Caprio in Bebè Mania, come a rimarcare un ideale passaggio di consegne.
Grazie ai loro ricordi, e al commosso contributo di tanti amici e colleghi di Oreste Lionello, il pubblico di Romics ha avuto occasione di conoscere non solo l’eccezionale attore e il supelativo doppiatore, ma anche il severo ma eccezionale direttore di doppiaggio e l’autore di quello che probabilmente è il miglior adattamento del Cyrano de Bergeràc di Rostand in italiano, quello da lui curato per l’uscita del film con Gerard Depardieu: un lavoro titanico di resa fedele del testo originale, compiuto mantenendo sia il testo in rima che il senso dei dialoghi originali.
E ancora le prime apparizioni come attore, la geniale imitazione di Giulio Andreotti nel Bagaglino, che è stato uno dei grandi amori della sua vita, la cura puntigliosa che metteva in ogni aspetto della sua professione...
Esempio mirabile di profondità umana e di grandissima professionalità, Oreste Lionello ci ha lasciato, insieme a tutti i suoi meravigliosi lavori, un grande, struggente, bellissimo ricordo.
Massimiliano Ciotola