Intervista a Romano Montroni, giurato per il Concorso Romics Libri a Fumetti 2017

Romano Montroni, presidente del CEPELL (Centro per il libro e la lettura), farà parte della giuria di qualità del concorso "Libri a Fumetti" della XXI edizione di Romics. Lo abbiamo intervistato su promozione della lettura ed evoluzione del mercato editoriale.

 

I concorsi letterari servono realmente a risvegliare l’interesse dei lettori e a promuovere la lettura?

Dipende dalla serietà dei concorsi: se sono ben organizzati e se c’è una giuria che garantisca qualità e professionalità, penso che possano senz’altro incuriosire i lettori. Forse nell’immediato promuovono più la scrittura che la lettura, ma in fondo scrittura e lettura sono legate l’una all’altra. Penso per esempio al concorso lanciato in rete dal Gruppo Gems, Io Scrittore, un torneo letterario in cui gli aspiranti scrittori leggono i testi mandati dagli altri partecipanti e i migliori, poi, vengono pubblicati da una delle case editrici del Gruppo. Gli editori – anche quando non sono loro a lanciarli – seguono con molta attenzione questi fenomeni, oggi è anche così che si cercano nuovi talenti.

 

Perché il CEPELL ha deciso di promuovere Libri a Fumetti con Romics?

Il compito del Cepell è promuovere la lettura e i libri: non poteva non appoggiare un’iniziativa rivolta soprattutto ai giovani, che sono il terreno di semina per eccellenza.


Negli ultimi anni i romanzi a fumetti stanno raggiungendo per numero di lettori e attenzione dei media i romanzi di narrativa. Come valuta questa evoluzione?

È un fenomeno molto interessante, e positivo, perché avvicina i più giovani alla lettura: un fumetto intimidisce meno di un libro! E ci sono fumetti raffinatissimi – penso per esempio a quelli di Marjane Satrapi – che sono veri e propri romanzi illustrati: in certi casi, il confine tra fumetto e narrativa è molto fluido.


I fumetti sono spesso la prima lettura dell’infanzia. Lei li leggeva? Se sì, quali?

No, io non li leggevo, il mio primo approccio con la lettura è avvenuto attraverso I ragazzi della via Pál, un regalo del direttore della Libreria Rizzoli dove avevo cominciato a lavorare da ragazzino. Ma i miei figli li leggevano, e sono nonno di quattro nipoti che ne leggono tantissimi: per esempio, Corto Maltese, Craig Thompson e Telgemeier.