Libri a Fumetti: Le mirabolanti avventure di Edison Paz in Sudamerica di PiElle-Babich - Cierre Grafica

 

Il Backstage Book racconta di alcune situazioni dal viaggio di 38.000 chilometri percorsi da PiElle in Sudamerica tra l’autunno del 2011 e l’inverno del 2013 a bordo del suo Toyota Land Cruiser HDJ81, ora conosciuto come Pazmobile. Questa personale “avventura” ha poi dato origine al personaggio e alle storie di Edson Paz.
In ognuno dei sei viaggi fatti, esplorando il continente latinoamericano da Buenos Aires a Ushuaia per poi risalire fino a Cartagena attraversando Argentina, Cile, Paraguay, Brasile, Bolivia, Ecuador e Colombia, si evidenziano i collegamenti con le strutture narrative dei tre volumi precedenti. Le foto riportate sottolineano l'origine iconografica
e di ispirazione per oggetti, panorami, ambientazioni, personaggi delle storie di Edson Paz, come si evince da molte illustrazioni appartenenti ai volumi della trilogia qui riprodotte. Introduzione scritta da PiElle e illustrata da Fabio Babich  e Marco Zovi.

 

 

Intervista agli autori Pielle, Fabio Babich

PiElle

Quali libri ti hanno formato?

I classici per ragazzi prima e poi i grandi del ventesimo secolo: Kafka col suo inarrivabile Castello, Yourcenar con le antiche Memorie di Adriano a chiudere l’uscita dall’adolescenza e poi l’Insostenibile Leggerezza dell’Essere di Kundera per tuffarsi nella giovinezza, ma anche gli Indifferenti italiani di Moravia, il sogno perduto del Grande Gatsby di Scott Fitzgerald, la vanità dell’Ecclesiaste, e chiudo con le Opinioni di un Clown di Heinrich Böll. Difficile scegliere nella moderna moltitudine di storie e di autori.


C'è un libro a fumetti che vuoi consigliare?
La Ballata del Mare Salato di Hugo Pratt, ma anche gli episodi di Tex con Mephisto, Sin City di Miller e un’insana passione per The Phantom, in Italia conosciuto come l’Uomo Mascherato.


Quanto sono importanti i concorsi letterari per promuovere la lettura?

Credo possano aiutare a promuovere le vendite, più che altro, forse anche gli autori emergenti.


Per disegnare fumetti si deve prima essere un lettore di fumetti?

Non saprei, io scrivo. Quello che ho imparato, nella mia personale esperienza, è che per sceneggiare fumetti mi è stata molto utile la professionalità precedentemente formata nell’ambito dei video e la passione per il cinema. Poi mi ha aiutato il buonsenso ad adattare le tecniche ed i budget alle infinite possibilità che offre la statica illustrata rispetto alla ripresa in movimento.

 

Fabio Babich

Classe 1985, dopo la maturità artistica frequenta la Scuola del Libro di Urbino, il corso biennale di perfezionamento in “cinema d’animazione” e vari corsi professionali di illustrazione.

Dal 2008 Inizia a pubblicare alcune storie brevi a fumetti per Absoluteblack ed Edizioni Inkiostro, mentre nel 2010 realizza un video animato commissionato dalla cantante Elisa per il suo “Heart – A live tour”.

Nel novembre 2011 esce il suo primo graphic novel “Bugs- Gli insetti dentro di me”, edito da 001 Edizioni su testi di Adriano Barone, per il quale riceve il premio Carlo Boscarato come miglior autore rivelazione nell'edizione 2012 del Treviso Comic Book Festival.

Dal 2013 inizia a collaborare alla serie “Le Mirabolanti Avventure di Edson Paz a El Alto”  scritta e ideata da PiElle e pubblicata da Cierre Grafica, per la quale disegna la tutta trilogia e parte del quarto volume “Edson Paz in Sudamerica”, uscito a novembre 2016.

Nel frattempo collabora con la rivista Splatter su testi di Adriano Barone, e disegna i numeri 2A e 2B de La Iena, sceneggiati rispettivamente da Luca Blengino e Stefano Fantelli per Edizioni Inkiostro.

A partire da ottobre 2015 entra nello staff di disegnatori di Dragonero, la testata fantasy della Sergio Bonelli Editore, mentre rimane sempre attivo nel campo dell'animazione e dei visual.

 

Quali libri ti hanno formato?

Da piccolo leggevo sempre Topolino mentre con l'adolescenza ho iniziato ad avvicinarmi ai supereroi americani. Entrando nell’età adulta invece ho iniziato a conoscere i grandi nomi del fumetto quali Hugo Pratt, Sergio Toppi, Alberto Breccia, Alan Moore, Andrea Pazienza e molti altri. Ho esplorato sempre un po' di tutto, per cui sicuramente ho ricevuto tanti input differenti che mi hanno accompagnato nel mio percorso.

 

C'è un libro a fumetti che vuoi consigliare?

Difficile sceglierne uno. Ci sono tante storie che sono state importanti per me, per svariati motivi, e penso che ogni periodo della propria vita sia caratterizzato da una di queste. Per un legame puramente personale ed un momento di crescita artistica, posso azzardare “La Trilogia Nikopol” di Enki Bilal.

 

Quanto sono importanti i concorsi letterari per promuovere la lettura?

Direi molto. Oltre ad essere un valido terreno di confronto per gli autori e gli addetti al settore, è anche un punto di riferimento per i lettori a caccia di nuovi nomi e storie da conoscere.

 

Per disegnare fumetti si deve prima essere un lettore di fumetti?

È fondamentale, perché bisogna conoscerne il linguaggio, il metodo di lavoro e tutte le caratteristiche che riguardano l'arte del fumetto classico e attuale. Sono tutte informazioni da immagazzinare e sviluppare se si vuole approcciare in maniera efficace ad una narrazione per immagini.

 

Marco Zovi

Quali libri ti hanno formato?

Il primo libro serio fu un'antologia Mondadori di noir a cura di Fruttero e Lucentini, memorabile con Poe e altri grandi. A seguire Salgari, i supereroi degli anni '60, ma solo Batman e Superman e un po' di Flash. Quindi i gialli che leggeva mia madre maestra (Stout, Doyle, Christie etc.) e non gli autori latini che leggeva mio padre professore di lettere.  Nel frattempo Il Corriere dei Piccoli, poi dei Ragazzi, poi Linus. Poi tante altre cose, fino agli americani Pynchon, Ford, McCarthy, Robbins e il fuori di testa geniale Leyner. Preferibilmente in originale. Ma ne tralascio tanti altri.


C'è un libro a fumetti che vuoi consigliare?

Prima di tutto Maus di Spiegelman, poi qualsiasi opera di Giraud / Moebius, Battaglia, Breccia, Druillet, Miller. Qualsiasi opera di Jacovitti e la saga Doonesbury di Trudeau: altissimo livello continuato per decenni. Anche qui tralascio tanti altri.


Quanto sono importanti i concorsi letterari per promuovere la lettura?

Lo dico con umiltà: servono a chi non sa cosa leggere per orientarsi e alle case editrici per avere argomenti di vendita. Sarebbe preferibile una serie ristretta di poche ed autorevoli riviste letterarie / di fumetti, anche online e finalmente popolari, capaci di orientare i lettori su ciò che vale veramente la pena di leggere. Poche ed autorevoli riviste. Ciò che non vale la pena non sarà recensito, oppure stroncato, se serve. Servirebbe sempre.


Per disegnare fumetti si deve prima essere un lettore di fumetti?

Mi è stato insegnato che i libri vengono da altri libri, quindi anche i libri a fumetti vengono da altri libri a fumetti, quindi gli autori vengono da altri autori. Senza per questo trascurare mille altre influenze culturali e non.