Luca Buzzi; il segreto per diventare campioni del mondo Cosplay

 

Intervista a Luca Buzzi, nuovo campione del mondo Cosplay alla Yamato Cosplay Cup International di San Paolo. Nato a Desio (MI) nel 1979, Buzzi è alla seconda vittoria mondiale dopo quella di Nagoya nel 2010.

 

Come ha vissuto la sua vittoria alla Yamato Cosplay Cup?

È stata una bella soddisfazione. Da quando avevo organizzato il viaggio, ero molto preoccupato che qualcosa si rompesse in aereo, i bagagli non arrivassero, qualunque cataclisma potesse capitare...In 3 minuti mi sarei giocato tutto. C’è sempre una forte pressione che si esaurisce solo quando scendi dal palco e gli amici ti dicono "Ce l'hai fatta". La vittoria è stata la ciliegina, ma la vera soddisfazione è stata aver visto la gente complimentarsi con me subito dopo la fine dell'esibizione. In quel momento ero già appagato e pronto ad accettare i risultati qualunque essi fossero.

 

Quanto è stata importante per lei la vittoria a Romics?

La vittoria a Romics è stata essenziale, altrimenti non sarei potuto andare in Brasile come rappresentante Yamato Cup! Mi fa molto piacere che Romics continui a credere nelle gare internazionali e si impegni ad organizzare le selezioni nazionali di diversi eventi. In generale le gare che negli anni ho fatto a Romics sono state sempre estremamente utili per migliorarmi.

 

Qual è il segreto per diventare campioni del mondo per ben due volte in due diversi emisferi?

La lista è lunga. Penso cha la cosa più importante sia guardarsi sempre attorno in cerca di ispirazioni e non fermarsi agli insuccessi (ma neanche ai successi).Ogni esibizione è un passo, un esperimento, verso l'esibizione successiva .Anche se si vince, c'è sempre qualcosa da migliorare, basta chiedere alle persone che ti sono attorno pareri su quanto hanno visto e autovalutarsi nella maniera più oggettiva possibile (su questo, come ingegnere, sono abbastanza bravo). Quando si perde invece, ammettere i propri errori confrontandosi anche con la giuria è utilissimo. Inoltre è sempre utile provare nuove tecniche o soluzioni a piccoli passi, magari introducendo l'elemento nuovo in un costume o in una esibizione minore per testarne gli effetti per poi applicarlo in grande alla prova successiva. Data anche la fatica e le energie che richiedono certi cosplay o scenette, è necessario scegliere sempre personaggi che ci piacciono davvero (potremmo dover lavorare a quel costume per anni) e non bisogna mai smettere di divertirsi. Infine ingredienti generali per le mie esibizioni sono: aderenza con la serie originale e  presenza di sorprese che diano ritmo all'esibizione.

 

Quanto tempo occorre per costruire una sua perfomance e quali sono le sue fonti d'ispirazione?

Considerando che per me il cosplay è un hobby che faccio nel fine settimana, le mie esibizioni più elaborate possono richiedere moltissimi mesi di attività per definire la regia, montare l'audio e il video, costruire e programmare gli elementi della scenografia. Spesso sono poi frutto di rielaborazioni di precedenti scenette pensate anche alcuni anni prima. Ad esempio, la scenetta portata alla Yamato, è il risultato di esperimenti su scenette in singolo con Griffith:  la prima esibizione con lui è stata fatta a Romics nel 2011.La mia ispirazione principale è la serie/gioco da cui è tratto il personaggio, punto sempre a ricreare in qualche modo l'atmosfera originale. Sono inoltre molto attento alle esibizioni di altri sia nel cosplay che in differenti ambienti; ogni cosa può fornire una buona idea o una soluzione da applicare nelle mie esibizioni.

 

Come sceglie i personaggi da interpetare?

Scelgo sempre personaggi che mi piacciono molto, sarebbe impossibile per me dedicare tanto tempo libero a qualcosa che non mi piace del tutto. "L'innamoramento" generalmente nasce perché la serie o il videogioco a cui appartiene il personaggio è tra le mie preferite e il personaggio scelto ha un atteggiamento, un costume e degli accessori che mi piacerebbe riprodurre. A volte, ciò che mi ispira di più, è l'idea di mettermi alla prova in qualcosa che non ho mai fatto. Non capita però mai che scelga qualcosa ragionando sulla probabilità di successo in una gara.

 

Quali sono le nuove sfide per il futuro?

Potrà sembrare piuttosto folle, ma ho sempre in testa l'idea di vincere il miglior femminile ad una gara importante. Ci sono infatti diversi personaggi femminili che mi piacciono e, dato il mio fisico e la mia indole, è una sfida che trovo molto stimolante quella di riuscire a fare un cosplay femminile degno di essere considerato seriamente ad una gara. Oltre a questo vorrei tornare a lavorare in gruppo con altre persone per realizzare una scenetta più dinamica di quelle che ho fatto recentemente in singolo. Infine non mi dispiacerebbe lavorare su una nuova armatura, ma per questo penso che aspetterò qualche anno.

 

Qual è il suo rapporto con Romics dopo tanti anni di partecipazione?

Per parlare come Facebook sono in una "relazione complicata". Per salire degnamente sul palco di Romics l'impegno necessario e gli investimenti economici non sono proprio banali; Romics è un'amante esigente che ho però piacere di venire a trovare da Milano tutte le volte che posso. Inoltre, in diverse occasioni, per assecondare gli obiettivi delle mie esibizioni, sono stato costretto a "stressare" il regolamento fino al limite creando a volte qualche disagio all'organizzazione. Credo perciò che anche loro, dopo ormai dodici anni di frequentazione, mi considerino un pò il figlioletto rompiscatole.

 

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