Intervista Edgardo Colabelli e Silvia Jacovitti..

Intervista Edgardo Colabelli e Silvia Jacovitti, in occasione de “I 60 anni di Cocco Bill” a Romics

 

C’è un erede, un autore che può essere considerato il nuovo Jacovitti?

Silvia Jacovitti: Non c’è un autore che può replicare la sua opera. Ho creato delle borse di studio per aiutare i ragazzi che volevano disegnare, fare i fumettisti, ma non esiste un altro “Jacovitti”. Ognuno ha una sua peculiarità, non si può riprendere in modo esatto l’opera di qualcun altro. Un suo erede c’è ma ha un’ironia tutta sua, diversa da quella di mio padre. Uno Jacovitti di oggi non esiste. È un unicum.

 

Edgardo Colabelli: Jacovitti era un autore davvero poliedrico, speciale, si muoveva su ambiti differenti: si è cimentato con diversi aspetti della creatività, ha fatto Pinocchio, la pubblicità, i fumetti. Aveva una inesauribile creatività, riusciva a fare cose incredibili con le forbici, ritagliando la carta in due minuti.

 

Quest’anno si festeggiano i 60 anni di Cocco Bill. La sua opera è ancora attuale?

S.J. : Sì, credo proprio di sì. La sua follia, il suo essere sopra le righe è molto attuale. Il suo stare sempre al di sopra e vedere le cose da un punto di vista molto autoironico.

 

E.C. : Jacovitti è un grande classico, ha uno stile anni ‘30, ma non ha tempo. E infatti è leggibile oggi come 60 anni fa.

 

Jacovitti è stato un maestro per molti, ma quali erano i suoi artisti di riferimento, le sue ispirazioni?

S.J: I suo riferimenti erano Elzie Crisler Segar, il creatore di Braccio di Ferro e Walter Faccini, un autore svizzero che costituiva il suo riferimento per le panoramiche. Il suo celebre personaggio, la Signora Carlomagno è ispirata alla figura di Nonna Abelarda e a Braccio di Ferro: è una signora dalla forza disumana, ma che ha una paura tremenda dei topi. L’umorismo di Jacovitti non ha tempo

 

Che cos’era Diario Vitt?

E.C. : Il diario di Jacovitti era un diario per i ragazzi dalle medie in poi. E’ stato il più grande successo editoriale dopo la Bibbia. Poi dal momento che Jacovitti affrontò l’erotismo cessò la pubblicazione.

 

Com’è stato crescere con un padre come Jacovitti?

S.J.: Più che un padre avevo un fratello minore che mi faceva scherzi!Era un amico con cui giocare.

 

E.C.: Io ricordo che mi diceva spesso: “Quando non ci sarò più, guarda Silvia e prenditi cura di lei.”