Beatles a Fumetti: intervista a Lady Be

 

Intervista alla Pop artist Lady Be, una delle artiste presenti in “Beatles a fumetti”, la mostra sui Fab Four in programma alla XXIIesima edizione di Romics.

 

Lei crea ritratti reinventando il mosaico con oggetti di uso quotidiano, chi le ha ispirato questa tecnica?

I miei mosaici si possono definire opere d'arte appartenenti alla "Pop-Art", perché oltre alla scelta di icone pop come soggetti, anche il materiale da cui sono appunto costituiti è "popolare" perché di uso comune. La Pop Art nasce con Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Roy Lichtenstein e si consacra con Andy Warhol, ed è proprio a lui che mi sono ispirata fin da subito. La mia arte, però, si distingue in modo sostanziale da quella di Andy Warhol, come sottolinea il curatore artistico Dott. Francesco Saverio Russo nella sua critica a me dedicata: "La ben nota corrente americana ricicla in maniera fredda ed alle volte totalmente impersonale immagini proposte dai mass-media. La coca-cola diventa oggetto di culto artistico per Andy Warhol, vi è una vera e propria ossessiva mania di riproduzione di un oggetto di tendenza e soprattutto di massa. L'arte non viene creata per il popolo, ma viene definita popolare perché prodotta in serie. Lo stesso fondatore della Pop Art inventa la tecnica del “blotted line” che, consiste nel tracciare un disegno su un foglio poco permeabile, applicandolo poi, quando è ancora umido, su una serie di altri fogli che diventano così degli “originali”. Ne risulta un segno le cui irregolarità sono dovute più al caso che alla volontà dell'autore. Che la Pop art sia fredda ed impersonale lo dimostrano i “coloring party” organizzati da Warhol a casa sua, dove, venivano invitati amici a colorare i disegni riprodotti in serie per renderli “pezzi unici”.

Edgar Degas diceva che “Un quadro è qualcosa che richiede tanta scaltrezza, malizia ed inganno, come l'esecuzione di un crimine. Andy Warhol credo impersonifichi bene questo concetto.

Lady Be, ricicla, è un riciclare ben diverso dai Maestri della Pop Art, il riciclo viene fatto con oggetti popolari, oggetti di massa che tutti ben conoscono e che hanno maneggiato da piccoli o che continuano a maneggiare oggi nel ruolo di genitori, nonni o semplicemente esseri umani.

Il freddo ed impersonale, si trasforma nella “Personal Pop Art”, in personale e coinvolgente, l'osservatore è spinto a toccare l'opera d'arte per cercare di catturarne i suoi segreti, la sua più intima essenza; un'arte che viene vista e rivista perché è qualcosa di conosciuto ma nello stesso tempo ancora da scoprire.

L'arte di Lady Be è Pop perché anche qui c'è la raffigurazione di idoli o miti in cui le masse tendono ad identificarsi, si pensi alla figura di Marilyn Monroe o Audrey Hepburn, di Pablo Picasso o Salvador Dalì.

La tavolozza dei colori viene sostituita da grossi contenitori di oggetti suddivisi per colori, l'artista usa i colori puri degli oggetti per la realizzazione dell'opera.

Le opere di ciascuno degli interpreti della Pop Art, spesso differiscono tra loro per pochi segni o colori, si pensi alle centinaia di opere su Mao Tse-Tung, l'occhio più attento fa fatica a trovare le differenze.

Le opere di Lady Be, anche sul medesimo soggetto, sono totalmente differenti, gli oggetti utilizzati variano e anche la loro posizione cambia da opera ad opera.

Si assiste per la prima volta ad una nuova interpretazione di Pop, un'arte veramente popolare perché è il popolo inconsapevolmente a “consegnare” i colori-oggetto all'artista."

 

In occasione della mostra di Romics "Beatles a fumetti" ha proposto un'opera originale sui Beatles, quali oggetti ha utilizzato per comporre il ritratto dei Fab Four?

Per la commemorazione dei 50 anni di Sgt Pepper's ho scelto di fare un'opera piena di colori per esaltare l'estrosità delle vesti dei Beatles. Naturalmente ho utilizzato come al solito materiale di recupero e diversi giocattoli,  ma per richiamare ancora di più il loro look eclettico ho tenuto da parte alcuni pezzi molto particolari,  ricercati e alcuni di essi da collezione.  Ho dato molta importanza ai colori rispettando però, allo stesso tempo,  le tinte naturali e verosimili dei volti e delle capigliature.  Le espressioni particolari dei Beatles sono mosaici di barbie,  giocattoli, oggetti di uso comune e persino oggetti raccolti sulle spiagge,  spazzatura portata dal mare. L'opera vuole essere un messaggio a favore del riciclo e della sostenibilità, ma anche un pezzo ricercato per grandi collezionisti impreziosito da gemme di vetro colorato che ho utilizzato per fare da cornice interna alle 4 figure, peculiarità che rende l'opera unica e molto più preziosa rispetto a tutte le altre di mia produzione. 

 

A suo avviso qual è stata l'influenza dei Beatles sulla musica e sull'arte? 

Il mio nome Lady Be deriva dalla canzone "Let it be",  è un'assonanza. Inoltre "Be" per me significa anche Beatles, i miei veri ispiratori. Sono una vera appassionata dei Beatles,  conosco tutte le loro canzoni a memoria e tutto il loro percorso: potrei quasi scrivere un libro per rispondere a questa domanda!  A mio parere i Beatles hanno rivoluzionato la musica a tal punto che nessuno ne è potuto rimanere indifferente, nemmeno i più rigidi bacchettoni conservatori.  Le canzoni dei Beatles sono ancora attuali e tutt'oggi sono ascoltate da persone di tutte le età,  tantissimi giovani amano i Beatles e nonostante tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione sentire suonare i Beatles "live" è sempre bello. Per vedere quanto i Beatles hanno influenzato il mondo della musica,  basta andare a un concerto di Paul McCartney,  e vedere quanto è immenso.  Per quanto riguarda  l'arte,  penso che il loro stile e i loro abiti,  non solo di Sgt Pepper's,  così come le copertine degli album e la grafica del cartone animato Yellow Submarine, possano essere di ispirazione per qualsiasi artista di ogni epoca. I Beatles sono arte e la loro arte comunica libertà.  E poi dietro a un grande uomo c'è sempre una grande donna. La moglie di John Lennon era,  ed è tutt'ora, una grande artista. Yoko Ono,  in un'epoca di rivoluzioni, ha a modo suo rivoluzionato anche lei l'arte,  divenendo lei stessa opera d'arte in performance come il Cut Piece in cui il pubblico era chiamato a tagliare un pezzettino del suo vestito. 

Per rappresentare tutti questi concetti ho anche realizzato una performance,  dedicata proprio a Sgt Pepper's e ispirata anche al Cut Piece di Yoko Ono. In questa performance ho creato delle figure a dimensione naturale dei Beatles,  le ho "vestite" degli oggetti che uso per comporre gli abiti tipici di Sgt Pepper's, ma questa volta ho utilizzato una colla removibile. Durante la performance il pubblico era chiamato a staccare gli oggetti (ognuno ha portato a casa un pezzettino di opera d'arte) fino a lasciare i Beatles nudi!  Completamente. Sono sicura che i Beatles avrebbero apprezzato!  Spero di poter portare questa performance a una delle prossime edizioni di Romics. 

 

Picasso, Audrey Hepburn, Dalì, Mao Tse Tung e Marilyn Monroe sono solo alcuni dei personaggi da lei ritratti. Come sceglie i personaggi su cui lavorare? 

Scelgo i personaggi famosi che più mi ispirano non solo per il loro aspetto estetico, ma anche e soprattutto per la loro vita,  il loro carattere e le loro espressioni. Sono volti noti a cui posso dare espressività e attraverso i quali posso trasmettere le emozioni fino ad estrapolare, attraverso lo sguardo, l’anima dei soggetti rappresentati che voglio vedere “rivivere” attraverso le mie opere. I soggetti che realizzo più spesso sono icone pop, ovvero i personaggi visivamente più conosciuti da tutti. Ho realizzato soggetti storici come Nefertiti, Zio Sam, Che Guevara; soggetti musicali, come Mozart, i Beatles, John Lennon; soggetti appartenenti al mondo del cinema e del fumetto come Batman, Sophia Loren, Steve McQueen; soggetti artistici come Andy Warhol, Frida Kahlo, Vincent Van Gogh; soggetti del mondo della scienza come Einstein e Rita Levi Montalcini;  soggetti legati alla letteratura o ai cartoni animati come Pinocchio e Geppetto, William Shakespeare e Dario Fo e la serie delle famose “Barbie Tumefatte” per dire No alla Violenza sulle donne.

Ad essere sincera però, i soggetti che personalmente prediligo, sono i ritratti di gente comune: adoro ritrarre le persone con un viso particolare, cogliere un’espressione o uno sguardo colmo di emozioni, oppure lasciarmi ispirare dai mille volti di persone appartenenti a qualunque parte del mondo, ormai facilmente raggiungibili e visibili grazie ai social network. Il mio sogno è specializzarmi nei ritratti personali, ritratti che attualmente eseguo con molto piacere su richiesta specifica.