“La leggenda del Burqa” intervista all'autore Thomas Pistoia

 

Intervista di Romics a Thomas Pistoia, sceneggiatore di Nathan Never e autore del romanzo “La leggenda del Burqa” (Ofelia Editrice)

 

Perché ha deciso di passare dalla sceneggiatura dei fumetti alla narrativa?

Sono ancora uno sceneggiatore. Il mio interesse è sperimentare il percorso di personaggi di fantasia in contesti reali. L’anno scorso ho fatto vivere sulle pagine di Nathan Never una storia simile a quella del giudice Nino Di Matteo. Per “La leggenda del Burqa” mi sono ispirato alla vera storia di Malalai Joya, attivista afgana che ha denunciato la presenza di criminali nel parlamento del suo paese ed è stata condannata a morte. Per circolare lei che si è battuta per i diritti delle donne, è ora costretta indossare il burqa.

 

 

Lei pensa che si possa usare il fumetto come strumento di riflessione sull’attualità?

Il fumetto è uno strumento da usare con parsimonia: ogni tanto una storia può servire a far riflettere su temi seri.

 

 

Come si è documentato per costruire la storia del libro?

Per il personaggi dell’attivista mi sono documentato sulla biografia di Malalai Joya mentre per i fatti di cronaca ho utilizzato documenti in rete tra cui anche Wikileaks.

 

 

Questo fumetto potrebbe essere una provocazione considerato il delicato momento storico riguardo alle questioni religiose?

Non è una provocazione, ma una riflessione più allargata sulla condizione femminile contemporanea.

 

 

Per costruire il personaggio del Burqa ti sei ispirato a qualche supereroe?

Io ho una formazione da lettore di fumetti.Il personaggio di Burqa non ha superpoteri, ma è più vicino a Batman o a Elektra.