“Go Home - A casa loro”: il cinema horror come metafora della realtà

 

A Roma, durante una manifestazione contro l’apertura di un centro d’accoglienza, si scatena un’apocalisse zombie: solo l’interno del centro sembra essere sicuro e gli ospiti faranno di tutto per restare in vita… È questo lo spunto di partenza di “Go Home - A casa loro”, un horror allegorico che si propone di utilizzare i morti viventi come metafora di una società sempre più chiusa e spaventata nei confronti dei migranti. Da alcuni anni, in Italia, il flusso migratorio è enormemente aumentato a causa degli stravolgimenti politici e sociali avvenuti nel continente africano, e nonostante il nostro Paese sia l’approdo di molte persone in cerca di rifugio, le arti visive non hanno ancora interpretato e raccontato il fenomeno se non attraverso uno sguardo pietistico e banalizzante oppure eccessivamente allarmista. “Go Home - A casa loro” vuole ribaltare la prospettiva e, attraverso la formula dello zombie-movie, mostrare in che modo, negli ultimi tempi, siano cambiati gli italiani. Al progetto, curato dalla regista Luna Gualano, prenderanno parte - oltre a numerosi professionisti del settore cinematografico e a tanti artisti della scena romana (da Zerocalcare, che disegnerà la locandina del film, a Piotta e vari gruppi musicali che parteciperanno alla colonna sonora) - diversi giovani provenienti da centri d’accoglienza della Capitale. Durante l’incontro sarà raccontata la trama del film e ci si soffermerà sulle inedite modalità della sua realizzazione, presentando al pubblico alcuni tra i principali artefici dell’iniziativa.

 

“Go Home - A casa loro”: il cinema horror come metafora della realtà

Intervengono Luna Gualano, Emiliano Rubbi, Giulia Giorgi, Cyril Dorand Nzeugang Domche e Masah Abdul Rahman. Coordina Giuseppe Pollicelli.

Domenica 9 aprile alle ore 13 - Pad.5 Movie Village