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Romics 2° Edizione. ROMICS D'ORO: GIANCARLO BERARDI, CARLOS GOMES, MILO MANARA,YOICHI TAKAHASHI.

GIANCARLO BERARDI.

Nato  a Genova il 15 novembre 1949,  Giancarlo Berardi è uno dei più grandi sceneggiatori italiani. Il suo nome è legato a uno dei fumetti d'autore "cult" per il pubblico italiano (e non solo): Ken Parker. Da quattro anni, però si è tuffato in una nuova avventura come quella della serie dedicata a Julia, l'affascinante e brillante criminologa che viene celebrata a Romics con una mostra da non perdere.

Berardi debutta nel fumetto collaborando, tra l’altro, alle serie di Tarzan, Silvestro e Diabolik. Ha realizzato testi per Il Piccolo Ranger e le storie Terra maledetta e Wyatt Doyle, pubblicate sulla "Collana Rodeo". Tiki, la sua prima serie in tandem con il disegnatore Ivo Milazzo, è del 1976, seguita, nel 1977, da Ken Parker, il suo personaggio di maggior successo, esportato in tredici Paesi nel mondo. Poi si cimenta con numerosi altri lavori di qualità tra i quali ricordiamo Welcome to Springville, L’Uomo delle Filippine, Sherlock Holmes. Quindi scrive Oklahoma!, una storia fuori-serie di Tex Willer, un episodio di Nick Raider (il numero 18: Mosaico per un delitto) e i racconti brevi raccolti in Fantasticheria e Luci e ombre. Dopo aver dato l’avvio a Tom’s Bar e a Giuli Bai & Co., nel 1989, è tra i fondatori della Parker Editore che, oltre a ristampare i vecchi episodi del personaggio, ne produce di nuovi per Ken Parker Magazine. La stessa formula viene continuata dalla Sergio Bonelli Editore fino al 1996; dopodiché la serie torna al formato “bonelliano”, con cadenza semestrale, e chiude nel gennaio 1998. Dall’ottobre dello stesso anno, Berardi  è autore e curatore di Julia".

Roberto Davide Papini

 

 

CARLOS GOMEZ

Provvisto di un segno piacevolmente classico, tutt'altro che datato, l'argentino Carlos Gomez (Cordoba, 1964) aggiorna - forte di una perfetta conoscenza dell'anatomia umana - l'imprescindibile lezione di maestri del fumetto avventuroso latinoamericano quali Alberto Breccia, Juan Zanotto, Francisco Solano Lopez, Enrique Breccia e, ovviamente, Alberto Salinas, da cui ha ricevuto in eredità il ruolo di realizzatore grafico di Dago. Osservando il lavoro che Gomez ha sin qui svolto sul fascinoso personaggio creato da Robin Wood, balza immediatamente all'occhio la sua rara abilità nel delineare le fisionomie dei personaggi: si veda, a questo proposito, la ragguardevole varietà di tipi e di caratteri che egli riesce a proporre nelle sue tavole. Appare altrettanto evidente che il maggiore scarto in avanti compiuto da Gomez rispetto ad Alberto Salinas sia rappresentato dalla scelta delle inquadrature, i cui tagli risultano adesso decisamente più arditi e "moderni" di quanto non accadesse in passato. Gomez conferisce maggiore robustezza al suo tratto plastico e pulito con dei tratteggi lievi, che fanno risaltare i volumi senza mai appesantire la vignetta o attenuare la dinamicità dell'insieme.

Le migliaia di affezionati lettori che, in Italia, seguono le vicende del "giannizzero nero" sui periodici della casa editrice Eura possono insomma dormire sonni tranquilli: l'indimenticabile Alberto Salinas ha trovato in Carlos Gomez un degno successore, capace di perpetuare al meglio la gloriosa tradizione della historieta argentina.

Giuseppe Pollicelli

 

 

 

MILO MANARA

C'è un pensiero istintivo nei confronti di un artista che riesce a produrre un suono, un'immagine, una meraviglia con la stessa naturalezza con cui si cammina o si sbadiglia. Ed è: che fortuna avere avuto quella fortuna!, perdendo così di vista l'impegno, la fatica, il lungo cammino necessario perché quella fortuna prenda vita. Milo Manara, artista naturale, ha dovuto attraversare tutte le lunghe tappe che portano non solo al successo, ma anche, soprattutto, al collegamento perfetto tra mano e pensiero. Anzi, sarebbe bello poter provare che in lui la mano sia diventata così artisticamente autonoma da realizzare qualcosa che il pensiero ancora non aveva suggerito. Sono trentatré anni che Manara disegna fumetti, da quando ha realizzato la versione disegnata del fotoromanzo nero "Genius". E prima di cominciare a realizzare fumetti per il Corriere dei Ragazzi, nel 1974 (su testi di Andrea Mantelli e di Mino Milani), ha disegnato molti tascabili erotici su testi di Francesco Rubino (48 numeri di Jolanda). Dal 1976, da quando esordisce su Alterlinus, allora la rivista manifesto degli autori di fumetto, comincia a realizzare fumetti che hanno un forte legame con il sociale. Fino al suo capolavoro del tempo, quell'HP e Giuseppe Bergman che lo vedeva personaggio accanto al suo maestro Hugo Pratt, col quale avrebbe in seguito collaborato disegnando due sue sceneggiature: Tutto cominciò con un'estate indiana e Il Gaucho. Chissà se hanno avuto qualche influenza anche i suoi rapporti privilegiati con Federico Fellini, fatto sta che il lavoro di Milo Manara diviene da allora sempre più fisico e istintivo, ammaliante proprio per il trasporto emozionale che l'autore riesce a dare ai corpi, femminili soprattutto. E sembra plasmarli davvero come un dio fa con le sue creature. Per preferire così, sotto l'influenza di un'arte che sembra magia, storie in cui il gioco ha la meglio sulla costruzione, e la mano, gioiosa, sulla ragione.

Luca Raffaelli

 

 

YOICHI TAKAHASHI

Yoichi Takahashi è attualmente uno degli autori di manga (ovvero "fumetto" in lingua giapponese) più popolari in patria e all'estero grazie alla sua opera di maggior successo, Capitan Tsubasa, nota in Italia col titolo di Holly e Benji.

In Italia la notorietà è giunta prima attraverso la serie animata televisiva (che Italia 1 replica con successo da oltre quindici anni!), poi con il fumetto originale da cui Capitan Tsubasa-Holly e Benji ha avuto origine (che le Edizioni Star Comics pubblicano ininterrottamente da tre anni). Benché nell'edizione televisiva italiana tutti i nomi dei personaggi siano stati americanizzati, i protagonisti sono in realtà giapponesissimi, proprio perché il grande amore dell'autore per il gioco del calcio lo ha portato ad ambientare campionati giovanili in patria prima ancora che questa avesse una sua squadra nazionale. Yoichi Takahashi diede il via alle avventure sportive di Tsubasa Aozora (Holly) e Genzo Wakabayashi (Benji) nel 1981, con un due episodi-pilota autoconclusivi, una sorta di "prova generale" per la serie ufficiale che proseguì fino al 1989, per una durata complessiva di 37 volumi da 200 pagine l'uno, lo standard nipponico. Visto il grande successo ottenuto (da cui nacquero svariate serie televisive e film d'animazione), Takahashi mise in cantiere la seconda serie, Capitan Tsubasa World Youth Hen a partire dal 1994, facendo crescere i suoi personaggi nell'arco di altri 18 volumi, fino al 1997, a cui aggiunse un volume speciale spin off World Youth Tokubetsu Hen durante il 1996. Di recente ha iniziato la pubblicazione di Capitan Tsubasa Road to 2002, che conta a oggi 5 volumi, ispirato ai Mondiali di Calcio appena conclusi fra Giappone e Corea. Benché la specializzazione del quarantenne autore sia ormai quella calcistica, ha però realizzato innumerevoli altre storie brevi ad ambientazione sportiva, che comprendono discipline come il basket, lo sci, il pugilato, il kendo e lo judo. Alcuni odierni fuoriclasse della nazionale calcistica giapponese dichiarano di aver iniziato a giocare a calcio ispirati proprio dai manga di Yoichi Takahashi.

Andrea Baricordi

Romics 2013 due edizioni

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